Un altro sold out per l’artista romagnolo che torna nel nostro anfiteatro con un concerto non programmato

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Un saluto in grande stile è ciò che Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, ha rivolto ieri sera ai veronesi e non che sono accorsi per sentirlo cantare. Arena gremita, grande entusiasmo, e molta carica. Si inizia subito con qualche pezzo del nuovo disco, La Sesiòn Cubana, uscito alla fine dell’anno scorso. L’album è il risultato di mesi di preparazione, viaggi ed esperienze bellissime (parole sue). Ha subito avuto un grande successo, e ad aprile 2013 è iniziato il tour, durato fino a ieri sera. Sessantaquattro concerti in quattro mesi, davvero un grande impegno considerando anche il fatto che si avvicina ai sessanta e ha una famiglia. Ma di lui si conosce bene lo spirito zingaro, e non ci sono dubbi sul fatto che sia stata un’avventura esaltante: lui stesso ha parlato di come siano stati mesi molto intensi e di come tutto il gruppo di ottanta persone tra musicisti, tecnici e personale sia diventato una grande famiglia. A questo movimentato inizio è seguito poi un mix di canzoni nuove e di alcune degli ultimi due album. Impossibile non alzarsi in piedi e ballare: il ritmo conquista tutti, e molti seduti in platea si raggruppano sotto il palco danzando insieme. Nell’ultima parte dello show viene invece dato tributo a quelle canzoni più vecchie e lente che hanno reso Zucchero così grande e amato: tutti intonano insieme Diamante, Il Volo, Così celeste. E dopo due ore di concerto non stop, quando sembra che sia tutto finito, lui si avvicina al microfono e fa un annuncio: questo è l’ultimo concerto di questo grande tour, e sarà l’ultimo per molto tempo a venire. Infatti ha deciso di riposarsi per tre anni. La folla prende malissimo la notizia, si capisce che non apprezza. E lui ride, e ringrazia per l’affetto, e dice che gli mancherà tutto questo. E si capisce che non ha voglia di andarsene, è la sua ultima data e non riesce a mollare il palco. Allora cosa fa? Suona un’altra mezz’ora, solo lui e le chitarre, suona per il pubblico e si sente. Conclusione con il botto: dopo la dolcezza e la malinconia dovute alle canzoni storiche e alla notizia dell’allontanamento dalle scene, inizia a cantare Diavolo in me ed è nuovamente delirio: tutti in piedi a urlare e ballare, e non poteva esserci finale migliore. Se ne va tra gli applausi di migliaia di persone, che si augurano sicuramente di rivederlo, o almeno risentirlo, molto presto.

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