Film sugli zombie per antonomasia che, nel bene o nel male, ha ispirato i successivi sul genere. Una storia classica con protagonisti in balia dei morti viventi che ha suscitato polemiche e interpretazioni

Pubblicato il da nella categoria: Cinema e Televisione.

Quest’anno per la festa anglosassone del «dolcetto o scherzetto» importata anni fa in Italia, The Space Cinema e UCI cinemas festeggiano riproponendo nelle proprie sale un film cult della fine degli anni Sessanta, esattamente del 1968. Il film, splatter e scandaloso, considerato un capolavoro da molti e letteralmente “spazzatura” da altri, all’epoca definito anche così, è La notte dei morti viventi (Night of the living dead) di George A. Romero.
Il soggetto proposto è molto semplice: un gruppo di persone rifugiate in una casa rurale viene assalito dai morti viventi sbucati da un cimitero in Pennsylvania e sembrerebbero tornare in vita a causa delle radiazioni di una sonda spaziale. Il film, a detta del regista stesso, prende libera ispirazione dal romanzo del 1954 di Richard Matherson Io sono leggenda (I am legend) e Romero converte, per il suo film, i vampiri di Matherson in zombie alla ricerca di carne umana. Un elemento sicuramente originale è la scelta di un attore nero come protagonista principale, Duane Jones, praticamente sconosciuto all’epoca, che giostra con maestria e dinamicità la difesa contro gli zombie e il film stesso fino all’inaspettato e amaro finale.
Sicuramente la pellicola è considerata un capolavoro per la cura del trucco, l’attenzione alla fotografia e l’estetica che conferisce realismo a questi mostri, ai loro sguardi penetranti e alle atmosfere macabre in cui sono inseriti i protagonisti, non dimenticando la musica disturbante che completa l’opera. È stato anche fortemente criticato in maniera negativa per le stesse scene considerate sadiche e splatter e per quelle senza mezzi termini che mostrano gli zombie mentre si cibano avidamente di resti umani.
Da non dimenticare, infine, le interpretazioni al riguardo: è stato definito come la metafora della guerra nel Vietnam, e poi ancora della Guerra Fredda. Insomma: amato o odiato, il film ha fatto parlare di sé, conquistandosi nel 1999 un posto nel National Film Registry. Nonostante sia una pellicola datata e già vista, gli amanti del genere non dovrebbero perdere l’occasione di andare a vederlo sul grande schermo, anche per poter rivedere la sequenza iniziale in cui Johnny si fa beffe della sorella esclamando: «They’re coming to get you, Barbara!».

Condividi:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someone

LA VOCE DEL PADRONE La voce del padrone B3
QUINTAPARETE
VERONAÈ TV
Già, può sembrare strano! Talvolta stima e amicizia di una persona ti colpiscono inaspettatamente. E ti trovi compiaciuto. Fu così che un giorno di diversi…