Da ceramista ad artista poliedrico con uno sguardo al sociale

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Myscream Talentuoso artista introspettivo dotato di una spiccata ricerca interiore che presenta allo stesso tempo una grande attenzione alle problematiche sociali. Enzo Pirozzi, è una figura poliedrica che esprime con i suoi quadri una sofferenza intrinseca. Il “suo grido” (My scream), dipinto nel 2008, convince per una potenza espressiva assolutamente accentuata – non presenta affinità con le avanguardie storiche, ma emerge per le individualità creative del suo autore – come scrive il critico Pierluigi Chillà.

Inizia la propria carriera come ceramista a Vietri, sulla costiera amalfitana. Presto il salernitano si accorgerà che quella non è la sua strada e decide di trasferirsi in Costa D’Avorio. In terra africana troverà la sua dimensione confrontandosi con pittori, attivisti politici, musicisti; da viaggio di evasione a soggiorno di formazione. Alcuni artigiani locali insegneranno a Pirozzi tecniche nuove, fra tutte la batick (cera su cotone) e l’utilizzo dei pigmenti naturali, tecniche che utilizzerà spesso nelle sue opere anche per sensibilizzare gli spettatori alle problematiche delle popolazioni africane. Trasferitosi per un breve tempo in Sud Africa, a causa del turbolento panorama politico ivoriano, decide di stabilirsi definitivamente in Toscana dal 2006 dove abita e lavora tutt’ora.

Ogni artista possiede un proprio background, un mix di conoscenze e visioni del modo che vengono esternate attraverso innumerevoli veicoli. Il tentativo da parte di Pirozzi di celare un disagio personale e sociale lo ritroviamo nelle sue opere, tali irrequietezze non sfuggono all’occhio attento dell’osservatore che ritrova un filo conduttore con i lavori di Schiele e Lucian Freud. Per lui l’arte è un bisogno sia fisico, che psichico per esternare il proprio io, ma allo stesso tempo è un’impronta tangibile del passato e uno sguardo verso il futuro. Abbiamo fatto riferimento a My Scream, ma altre opere evidenziano gli irrequieti stati d’animo del pittore e i temi a lui cari. The Strength of indifference e Lost identity toccano una delle piaghe sociali contemporanee. Nell’epoca dei socialnetwork dove tutti noi crediamo di avere in pugno il mondo, veniamo invece inglobati in una bolla di solitudine, dove l’indifferenza ne è la conseguenza. Altra opera fondamentale, Per non dimenticare, dove sullo sfondo si legge chiara la scritta Arbeit macht frei riconducendo lo spettatore alla porta dell’inferno di Auschwitz lasciandolo inerme, e colpito da quelle due figure irriconoscibili che troviamo in primo piano, che ci ricordano i protagonisti privati d’identità e dignità di Se Questo è un uomo di Primo Levi. Queste opere così cariche di emozioni Pirozzi le ha volute esprimere attraverso i protagonisti “senza volto”, come a voler richiamare l’attenzione di chi li osserva ma senza riuscirci.

Per non dimenticareAmante dell’arte povera e street art, l’ex ceramista in questi ultimi tempi sta sperimentando nuove tecniche come lui stesso ci racconta “L’ultima mia serie è quella che mi sta più a cuore. Trattasi di lavori quasi monocromatici fatti su carta “povera”, la carta che usiamo per comprare il pane; la utilizzo perché si avvicina al quotidiano di tutti noi. Forma dei solchi in modo casuale a tracciare i visi, i corpi che disegno creando delle cartine geografiche della vita.”

Quando chiediamo a Pirozzi cosa ne pensa di figure come galleristi, intermediari, più in generale del mondo dell’arte attuale diventa un fiume in piena “lo scarso interessamento della politica ha fatto nascere come funghi pseudo gallerie, curatori cinici, intermediari che pensano a fare cassa a discapito della visibilità dell’artista, quindi, molto spesso si vedono in giro collettive con decine di artisti senza tener conto di stili diversi. Un grosso problema sono appunto i costi. Tanti approfittano sfruttando i sogni dei giovani che, seppur bravi, molto spesso non trovano il sostegno delle istituzioni e così sono costretti a dover pagare per avere spazi dove esibire i propri lavori o presenziare a qualche vetrina di rilievo.

Può capitare che chi ha soldi da spendere li provi ad “investire” cercando di entrare in giri importanti magari creandosi qualche scorciatoia; io ho fatto altre scelte x una questione di coscienza di meritocrazia e perché non mi interessa stare su riviste o partecipare ad eventi se non invitato.”

Proprio per questo suo spiccato senso di correttezza e meritocrazia pensiamo che sia il minimo pubblicizzarlo invitando i nostri lettori a partecipare ad un evento molto interessante che si terrà il 16 giugno “Il quattordicesimo premio pittura e poesia città di Pescia”, dove a Pirozzi hanno dato la possibilità di esporre accanto a capolavori di maestri del ‘600.

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