Atteggiamento imbarazzante a Palazzo Reale di Milano. Una mostra d'alto profilo per un allestimento snello e di classe. Il tutto offuscato da un comportamento contro ogni principio di buona accoglienza.

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Veniamo accolti alla biglietteria di Palazzo Reale da un ragazzo con anello al naso tant’è che ci sembra di essere in uno di quei negozi che tanto piacciono agli appassionati di piercing. Invece l’occasione è la visita alla mostra “Modigliani Soutine e gli artisti maledetti”. Ci presentiamo con regolare tesserino dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e ci viene detto che il pre-accredito deve essere trasmesso all’ufficio stampa prima di visitare la mostra. Roba da Medioevo. Anzi, da periodo di regime in cui bisognava essere schedati e accettati prima di entrare in un luogo pubblico. Penso che il ragazzo scherzi, invece è serio. Insisto, specifico che il mio tesserino è in regola e che, in ogni caso, avevo provveduto ad avvisare l’ufficio stampa il giorno precedente, anche per richiedere copia del catalogo. Il ragazzo controlla su uno scollacciato insieme di fogli e mi comunica che non risulto accreditato e mi dice di tornare un altro giorno. Siamo al delirio. Gli faccio presente che non sono di Milano e che mi sono recato da Verona per visitare la mostra. Dopo avermi scrutato come fossi uno che vuole scroccare l’ingresso mi dice che non può farci nulla. Se io avessi l’onore di lavorare in un luogo di quel prestigio, avrei certamente chiesto al malcapitato e indesiderato giornalista di attendere qualche minuto, giusto il tempo di chiamare l’ufficio stampa e spiegare la situazione. L’argomento si chiude. E ne inizia un altro. Comunico di essere disabile, giusto per vedere come si comportano i vicini organizzatori milanesi verso i deboli e le cosiddette minoranze. Dopo aver esibito regolare attestazione che comprova la mia disabilità chiedo quali agevolazioni ci siano. Wow! Nessuna. N E S S U N A !!! In realtà l’unica agevolazione è lo sconto sul biglietto che, se sei “sfigato”, paghi 9,50 euro. Bene. Mi allontano. La persona che è con me fa il biglietto, io no. Mi riavvicino alla cassa per leggere tutti i vari privilegiati che possono entrare gratis. Confermo che i disabili pagano, unico posto in Italia dopo un’importante mostra a Verona tutt’ora in corso. Ma, a non pagare dovrebbero essere gli accompagnatori. Come quello che, con me è venuto a Milano. E pensare che, poco prima, avevo chiesto chiarimenti e mi era stato risposto l’esatto opposto. Maledetti gli artisti a cui è dedicata la bella esposizione? Secondo me, l’aggettivo per gli artisti, in questo caso è fuori luogo. Forse per chi ospita….

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