Quando amore e superstizioni si fondono senza novità: preambolo buono, svolgimento scaduto nell’habitué delle commedie, salvo per poche note positive.

Pubblicato il da nella categoria: Cinema e Televisione.

Un piano perfetto, Un plan parfait, è l’ultima commedia romantica del francese Pascal Chaumeil, già regista di L’arnacoeur, conosciuto in Italia con il titolo Il Truffacuori. Con Un piano perfetto, Chaumeil propone un’inversione dei ruoli: se nel precedente film la vittima degli inganni era una donna, in questo è un uomo; ma qui, a differenza del primo e a dispetto dal titolo stesso, il piano risulta essere imperfetto, nonostante l’interessante premessa e la dinamica tra le due trame che il regista presenta; in casa Lefebvre si festeggia il Natale, ma la cena viene interrotta dal pianto disperato di una delle commensali: è Valérie, capo di Corinne “Coco” Lefebvre, in lacrime perché neodivorziata e rimasta sola. Coco cerca di consolarla raccontandole di una bizzarra “maledizione” (o superstizione?) presente nella sua famiglia, ovvero le donne Lefebvre sono destinate a divorziare dal primo marito, in sostanza l’uomo perfetto è il secondo. Qui si dà il via alla “seconda trama”: Coco racconta la storia della temeraria sorella Isabelle, non presente alla cena, che avendo trovato l’“uomo giusto” e consapevole di questa maledizione, cerca di sfatarla e raggirarla, convolando a nozze con un altro uomo, la guida turistica dallo spirito avventuriero Jean-Yves, per poi divorziare e risposarsi, questa volta, con il suo amato. Il piano di Isabelle sembra perfetto, ma qualcosa va storto. Il finale di narrazione è pressoché scontato, e forse è per questo che il film non presenta quell’exploit tale da farlo spiccare rispetto al precedente e al resto delle commedie. Bisogna mettere in evidenza una nota presente nel finale, non del racconto di Coco, ma della cena di Natale, la “prima trama” che fa da cornice al film: c’è una strizzata d’occhio del regista, quasi a voler lasciare il dubbio su quale, alla fine dei giochi, sia realmente il piano perfetto. Forse la nota serve a Chaumeil per non lasciar cadere la sua commedia romantica nella classica prevedibilità, ma purtroppo, seppur giustapposta, non è una chiosa così energica da controbilanciare i cliché che albergano nel film. Sicuramente, nonostante le imperfezioni, il film presenta in maniera chiara il tema che il regista tiene a mostrare: il percorso che uno si prefissa e come questo venga stravolto dall’amore e dai fattori esterni.
La nota positiva? Perché è da vedere? Sicuramente per la presenza di un perfetto Dany Boon e poi per la scoppiettante coppia Alice Pol e Jonathan Cohen, rispettivamente Coco, sorella di Isabelle, e suo marito Patrick che completano la cornice del film, e che sarebbero da rivedere insieme.

Condividi:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someone

LA VOCE DEL PADRONE La voce del padrone B3
QUINTAPARETE
VERONAÈ TV
Già, può sembrare strano! Talvolta stima e amicizia di una persona ti colpiscono inaspettatamente. E ti trovi compiaciuto. Fu così che un giorno di diversi…