Un racconto asciutto e commovente

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Una leggenda della cultura popolare vuole che, prima della morte, una persona riveda la propria vita con estrema chiarezza. “L’ultima lezione” è questa leggenda resa realtà. Randy Pausch, professore universitario e uomo realizzato nel pieno vigore dei suoi quarant’anni, scopre un giorno che gli rimangono pochi mesi di vita prima che il cancro lo uccida. Il suo pensiero va alla sua famiglia, in particolare ai suoi figli piccoli, e ai numerosi amici e allievi del presente e del passato: si chiede cosa potrà lasciare loro e decide che la cosa migliore è proprio la sua vita, sotto forma delle lezioni che questa gli ha insegnato. Queste sono gli argomenti della sua ultima lezione, tenuta come relatore esterno presso una prestigiosa università; e questi sono anche gli argomenti de “L’ultima lezione”, un libro limpido e privo di ogni retorica, che senza alcuna pretesa rivela uno scorcio di vera umanità. Attenzione: L’ultima lezione non è una storia lagrimevole, né un caso di cannibalismo editoriale. È l’opera di un docente universitario che ha pensato agli altri prima che a se stesso, cercando di fare del suo passato qualcosa di utile per chi verrà dopo di lui.
Pausch non era un umanista, ma uno scienziato, e forse proprio per questo il suo stile è così leggibile: non c’è una metafora di troppo, una parola ricercata o un’espressione desueta. Questo da solo varrebbe la lettura del libro, per la lezione utile che molti potrebbero trarne. Ma non è tutto qui. Con l’attenzione che solo una mente non inquinata dalla presunzione può avere, Pausch coglie e porta a galla una serie di insegnamenti che sfuggono a molti e di altri, che avremo sentito dire mille volte (“nessun lavoro è troppo umile”), riesce a dare spiegazioni nuove e convincenti. Anche se si può non concordare con alcune delle sue affermazioni, nessuna di essa è banale e nessuna si può scartare come “superficiale”. Quella che ci ha colpito di più è stato il modo in cui definisce William Shatner, l’attore che interpretò il capitano Kirk in Star Trek: “eroico”. Lui, un uomo che ha combattuto fino all’ultimo una battaglia persa e ha dato una grande lezione di ottimismo (non del tipo che illude, ma quello vero) e di speranza, ha chiamato “eroico” qualcun altro per il semplice fatto che si trattava di una persona capace di approcciare una questione partendo dall’ignoranza più completa e facendo domande senza stancarsi, fino a quando non poteva dire di aver capito tutto. E, a pensarci bene, in un’era di supponenza e arroganza, voler imparare anche quando all’apparenza non serve a nulla è davvero un atto eroico.
“L’ultima lezione” è un testo breve, che si legge in poco tempo ma lascia il segno. Consigliatissimo.

Randi Pausch, “L’ultima lezione”, BUR, pp. 231, € 9,90


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