Arlecchino, Arianna e il Minotauro alla ricerca della felicità.

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Serata all’insegna di un grande teatro grazie alla bravura dei Pantakin, innaffiata da un profumato e fruttato Valpolicella offerto dalla Cantina La Dama.

Proprio la cantina di Negrar è stata teatro, è il caso di dirlo, di uno spettacolo ben organizzato dal direttore artistico Andrea Castelletti del Teatro Impiria di Verona che ha voluto fortemente proporre la compagnia veneziana al proprio pubblico “I Pantakin sono tra i migliori in Italia nell’interpretare la Commedia dell’Arte” – afferma nella sua introduzione Castelletti.

Ieri sera il pubblico si è fatto trascinare da “Arlecchino, Arianna e il Minotauro” in un mix continuo di metamorfosi e trasformazioni. La percezione di chi si trovava ad osservare si può paragonare ad un viaggio fantastico dall’antica Grecia fino ai giorni nostri interpretato dalle maschere di Arlecchino, Pantalone e il dottor. Balanzone, con un comune denominatore che li ricondurrà alla fine della storia alla felicità pura, vera, essenziale.

La felicità i protagonisti la ritroveranno simbolicamente grazie al filo luminoso di Arianna che, per intrufolarsi nel labirinto di Knosso alla ricerca del Minotauro, aveva precedente sbobinato.

Un’avventura romantica e alla stesso crudele che si conclude a lieto fine grazie ad un pizzico di magia che occorre sempre nel teatro e forse ancora di più nella vita reale.

Prova da evidenziare per tutti gli interpreti della compagnia ben orchestrati da Michele Modesto Casarin

Il prossimo appuntamento della rassegna Teatro in Cantina proseguirà mercoledì 1 luglio a Bardiolino con “Ah!” di e con Sergio Bonometti. Tutto il calendario, indirizzi e informazioni sono disponibili sul sito www.teatroimpiria.net.

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