Brasau Iaia Vaccaga. Brasile, Australia, Austria, Italia, Repubblica Slovacca e Galles: una miscela di creatività (naturale e umana) – Parte 1

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Succede anche questo: un tuo compaesano rientra in Italia per tre settimane. Abita(va) nella tua stessa via. Via da qui per una vita a migliaia di km di distanza. Brazil.
In che zona sei, che lavoro fai, come ti trovi? Che tempo c’è, com’è l’inverno? Ti manca l’Italia?
Ecco l’interrogatorio da parte di ragazzi/e frustrati dalle traversie politiche, sociali, economiche della nostra madrepatria.
In quanti si sono proposti di nascondersi nella tua valigia? Tutti.
Ovvio. È naturale che lo dicano tutti, compresi quelli che, piuttosto di salire su un aereo, si prenderebbero l’alluce a martellate. Lo stereotipo della fuga a ogni costo fa sì che sia di moda affermare di volersene andare. Ormai non è più il fuggifuggi che fa notizia in uno Stato in ritirata perenne.
«Certo che si respira un’aria triste, qui». Questo, piuttosto, fa impressione.
Una sensazione che avrete sicuramente provato: vi ricordate quando un parente lontano, quelli che si incontrano solo in certe occasioni (comunioni, cresime, matrimoni), esordiva con la solita tiritera del «come sei cresciuto, mamma mia, che grande che sei»?. Insomma, da che mondo è mondo i bambini crescono, almeno nel fisico. Allo stesso modo, dopo quasi tre anni vissuti all’estero, cosa pensi di trovare qui? Di certo non la gioia infinita di cui parlano i Negrita.

Dinheiro manca, dove si può andar in vacanza?
Inspiração sta per finire e io non so dirvi per dove partire.
Quindi, perché non proporvi un viaggio assurdo?

Avete un debole per la terra carioca? Ilha de Queimada, isolotto al largo delle coste brasiliane, è tutt’altro che un luogo paradisiaco: pensate che il governo permette l’accesso all’isola esclusivamente per motivi di ricerca scientifica, a causa dell’elevata densità di rettili velenosi presenti sul territorio. Una leggenda locale racconta che, per metro quadrato, si aggirino circa cinque serpenti “ferro di lancia dorato”, un tipo estremamente aggressivo. Del resto, il Bothrops insularis è responsabile, da solo, del 90% dei morsi letali nello Stato verde-oro. Per diversi anni, il guardiano del faro è stato l’unico abitante (umano) di questo lembo di terra.
Pelle d’oca da ofidiofobia? Ovvero i rettili vi suscitano un’ansia tanto incontrollabile da mettervi a tappeto?
Evitate l’Australia: già, la terra di ottanta chili in meno di tre minuti, nuotano lungo le coste settentrionali della grande isola. Il loro veleno, contenente tossine che attaccano inesorabilmente il cuore e il sistema nervoso, è considerato tra i più letali al mondo.
Sguazza nei caldi mari del sud anche il Blue Ring Octopus, un bell’esemplare di polpo dagli anelli blu. Piccolo come una pallina da tennis, ma altamente concentrato: il veleno che inietta con il suo morso indolore è migliaia di volte più tossico del cianuro. Squali, serpenti e ragni completano il panorama.
Dall’Australia all’Austria, dove vi aspetta Fucking. Andate in questo piccolo borgo di 150 anime per scattare una foto a uno dei cartelli stradali più eloquenti dei nostri tempi. D’ora in avanti, qualora qualcuno dovesse mandarvi a quel paese, sappiate che “quel paese” esiste davvero e che, per nostra fortuna, non è poi così lontano.
Qualcuno di voi ricorda il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie? Quello agitato e ossessionato dal suo orologio da taschino? Bene, perché anche il Belpaese ha il suo asso nella manica: un coniglio gigante adagiato sulle colline di Colletto Fava, non lontano da Cuneo. Visibile anche da Google maps, il “Pink Rabbit” è frutto del lavoro di quattro viennesi. Completato nel 2005, il mega-peluche imbottito di paglia e ricoperto di lana rosa abbellirà (?) i colli piemontesi fino al 2025, anno in cui si prevede che l’opera scomparirà a causa delle intemperie e degli animali al pascolo. Zampe spalancate e un grande foro dal quale spuntano le viscere per un effetto “spiattellato”, come da intenzione degli artisti.
Trovate faticoso confrontarvi con le ultime frontiere della Land Art? Il cavallo celtico di Andrew Rogers può dissolvere l’amaro in bocca lasciatovi dal coniglio. Per apprezzare (qui è il caso di dirlo) questo capolavoro, una scultura in pietra di 100 metri per 100 raffigurante l’immagine riportata su una moneta scoperta sotto il castello di Spis, programmate una puntatina nella Repubblica Slovacca.
Volete saperne un’altra? Supercalifragilistichespiralitoso, con i suoi 33 caratteri, non impressiona più. Con 58 lettere, Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch, nel Galles, si classifica al terzo posto dei nomi di paesi più lunghi al mondo.
Prima di passare alla seconda puntata di queste stra-vacanze mondiali, potete esercitarvi con la pronuncia di quel popò di paesino.
Nel frattempo, ecco una guida pratica: Llan-vire-pooll-guin-gill-go-ger-u-queern-drob-ooll-llandus-ilio-gogo-goch.
Su, su: riprovate!

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