DNA da esploratore di natura? Il vostro habitat ideale a un passo dal Polo. A Nord, ma pur sempre al centro del mondo

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Si ha quasi l’impressione che gli abitanti di Ultima Thule, il nome che diede all’isola nel 330 a.C. il greco Pitea, che per primo la scoprì mentre navigava a nord della Gran Bretagna, siano alla ricerca di qualcosa in più. Se c’è il deserto, ci mettono le betulle. Se c’è solo la volpe, ci aggiungono la renna. Se hanno due “B”, ne vogliono un’altra.
BB- è uguale a spazzatura per le agenzie di rating. BBB, invece, consente di ricevere nuovamente gli investimenti esteri: ecco quanto può cambiare il futuro di un paese con un meno in meno e una B in più. Allo scoppio della crisi, nel 2008, la moneta locale si deprezza dell’80% rispetto all’Euro. Il debito sale fino al 900% del PIL. La disoccupazione cresce di 9 volte: un trauma per uno Stato che, fino a pochi anni prima, era persino carente di forza lavoro.
L’Islanda è una delle società più colte al mondo, con il più alto numero di laureati, maggior numero di libri e periodici acquistati (procapite s’intende). Tutto ciò ha dell’impossibile, eppure mi consola: alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’isola di ghiaccio era uno fra i Paesi più poveri al mondo. Forse c’è ancora qualche speranza per noi Italiani.
Destra o sinistra? Niente politica: qui si tratta solo di scegliere da quale parte intendete iniziare il viaggio. In senso orario o anti-orario, perché la strada è una.
Piuttosto, riflettete su quanti giorni di libertà disponete.
Con 5, il consiglio è di concentrarvi sulla capitale, Reykjavík, con una puntatina alla penisola di Reykjanes e alla zona del Circolo d’Oro. Una traduzione del nome ‘Reykjavík’, il primo insediamento d’Islanda, potrebbe essere quello di ‘baia fumosa’, e pare sia stato scelto dal suo fondatore per i fumi geotermali che circondano l’area. Già vi siete tolti uno sfizio, no? Succedeva anche a voi, quando eravate chiamati a studiare le capitali europee, di incartarvi su quella città? Quando la verifica era scritta, poi… adesso che ne conosciamo il significato, possiamo farcene una ragione. Sì, perché la capitale, ribelle e scatenata, è una pentola a pressione. Edifici dal design innovativo, come la cattedrale, ispirata alle colonne di lava basaltica così diffuse nel Paese, una vita notturna frenetica, una scena culturale attiva e artisti musicali di fama mondiale, da Björk ai Sigur Rós. Ventidue ore di luce al giorno a giugno, un mezzogiorno che ha più il sapore di un’alba a dicembre e temperature che, in genere, non scendono mai al di sotto di –15° in pieno inverno. Se proprio doveste sentire freddo, immergetevi nelle acque della Blue Lagoon: paesaggio spettacolare, anche se per qualcuno si tratta di un’escursione sopravvalutata. Di sicuro non è economica e, in alta stagione, è molto affollata. Per godere di un relax vero, meglio qualche altra pozzanghera naturale che incontrerete girando per l’isola.
Dall’azzurro turchese della laguna al Circolo d’Oro che, con le tre meraviglie di Gullfoss, Geysir e Thingvellir, è una delle mete naturali cui davvero non si può rinunciare. Di cascate, in Islanda, ce ne sono parecchie, ma Gullfoss (letteralmente, ‘cascata d’oro’), non ha rivali: le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11 e 21 metri di altezza per poi incanalarsi in una stretta e profonda gola che si apre nell’altipiano.
A Geysir, chi l’avrebbe mai detto, è di scena lo spettacolo dei geyser. Bolle blu che si gonfiano e scoppiano in un getto d’acqua di diversi metri, mentre Thingvellir è nota per la faglia che l’attraversa, segnando il confine tra la zolla euro-asiatica e quella americana.
Proseguite verso nord. Il lago Mývatn, il cui nome significa ‘lago dei moscerini’, è il più interessante dal punto di vista paesaggistico: nato in un contesto scolpito nel corso dei secoli, non sarà difficile ammirare la ricchissima avifauna, con oltre 20 specie di anatre. Il tutto a circa 100 Km da Akureyri, la “città del sole di mezzanotte” e seconda area urbana dell’isola.
Dopo un bagno rigenerante e riscaldante nelle acque del lago Mývatn, potete scegliere di abbandonare la strada principale in direzione del cuore freddo d’Islanda, nella zona desertica fra i ghiacciai Langjökull e Hofsjökull.
Aree naturali protette (il Vatnajökull è il parco nazionale più esteso in Europa), fiordi, grotte di ghiaccio, caverne… Purtroppo manca il tempo, ed è ora d’incamminarsi sulla strada di casa.
Utili consigli culinari: non fatevi tentare né dalla pulcinella di mare né dalla balena. Chi li ha assaggiati non è rimasto entusiasta. Carne stoppacciosa, quasi impossibile da tagliare.
Questo, infatti, potrebbe essere l’unico neo del viaggio, perché se siete esploratori di natura, la cucina tipica potrebbe lasciarvi perplessi.
Grasso e bistecche di balena, carne di foca, testicoli di montone, testa di pecora, ciccia di squalo.
Buon ritorno!

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