Finita la magia, tutti persi sulla via: i postumi dell’era “Harry Potter”

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Sbarazzarsi di un pachiderma senza dare nell’occhio è problematico: sarà questa la ragione per cui Dumbo non ha lasciato pesanti strascichi in termini di abbandono di suoi simili dopo il successo cinematografico? Oppure, sono ancora molte le casalinghe che nascondono elefanti in casa di questi tempi, quando, con la crisi che c’è, conviene avere aspirapolvere e battiscopa 2 in 1?
Cosa potrei farmene di un gufo? Lo porto a casa, gli trovo un nome che sia diverso dal solito “Anacleto” (non vorrei che Mago Merlino si confondesse e me lo fregasse con un suo trucchetto), gli accarezzo le piume fino a provocargli uno stress da troppi complimenti (come sei morbido, come sei bello), lo esibisco a parenti e amici e…? Mi son stufata.
Non lo voglio più. Fa solo u-u-u. Mamma pensaci tu.
Et voilà, Gufo-che-mi-stufo è sparito. Mamma e papà sono stati previdenti perché loro sì che vogliono bene agli animali. Mica l’abbiamo lasciato per strada, come si fa di solito con i cani. Se si vuol abbandonare un animale, le cose vanno fatte per bene: il gufo abita nel bosco ed è proprio lì che Gufo-che-mi-stufo sarà a suo agio. Si troverà bene da morire. E soprattutto sarà in buona compagnia, perché da quando la Harry Potter mania è ormai roba vecchia, chi li vuole più i gufi?
Siamo in Gran Bretagna, dove, una volta svanita la magia della saga ideata da J.K. Rowling, restano centinaia di rapaci abbandonati dai loro padroni. Se Harry il mago ha come sua messaggera la civetta Edvige, per quale motivo i bambini non dovrebbero averne una?
Prima di tormentarci con questo interrogativo, vorrei capire una cosa: Potter si affidava a una civetta o a un gufo? Non è una questione di vitale importanza, ma poiché si trova scritto di tutto su certi giornali… vorrei almeno dirvi le cose come stanno e, più di tutto, non vorrei far spaventare inutilmente le civette, se è di abbandono di gufi che si sta parlando.
In ogni caso, altro che magia: l’Owlcentre di Corwen, nel nord del Galles, avrebbe bisogno di un miracolo per soccorrere tutti i rapaci che vengono liberati nelle campagne. Animali incapaci di sopravvivere in natura, disorientati e, spesso, malati. Se nell’era “ante Harry” il centro di recupero ospitava solo sei gufi, ora il numero è aumentato vertiginosamente fino a toccare il centinaio.
Si sa, noi uomini siamo facili prede della moda. Il problema è che, come disse Coco Chanel, “la moda è fatta per diventare fuori moda”. Dalle Tartarughe ninja a Nemo, dalla Carica dei 101 a Hachiko non ci siamo fatti mancare nulla.
Avanti il prossimo.

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