Alle ore 21 a Corte Molon la Compagnia di Ilse presenta “L'Appuntamento Metafisico” performance d'improvvisazioni intorno alle poesie di Giuseppe Piccoli

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Giuseppe solitario, Giuseppe perturbante, Giuseppe eccentrico, pazzo, angosciato, turbato, letterario, colto, profondo, pelle sottile, sensibilità urticata, Giuseppe poeta.
Lui, Giuseppe Piccoli, voce inascoltata che chiedeva spazio, con grande dignità e garbo si presentava alla sua città, Verona.
Il senso del tragico che lo ha accompagnato, la scissione che ha caratterizzato la sua vita: l’apertura e l’incanto, la paura e la rabbia; l’integrazione tra questi due momenti che è mancata alla persona, ha però raggiunto nel poeta «una chiara e lunare unità d’espressione».
Un acrobata, un funambolo che correva sul filo, che sfidava le leggi di gravità.
Nella sua opera, sempre più sublimata, disperata, dai richiami infantili pervasa, cercava nel visibile gli equivalenti per gli accadimenti interiori, si chinava dove il nostro accadere bolle e precipita e trascolora: nell’intimo; conviveva con l’intelligibile.
Incontrare la poesia di Piccoli, con le sue vette e abissi è opportunità di riconoscersi nell’umano mondo, riconoscersi nell’essere seppelliti sotto di sé, nell’avere l’idea del meraviglioso.
La Compagnia di Ilse ha colto questa opportunità, nel dare voce a un’anima che come un figliol prodigo ritorna dal viaggio della sua esistenza, per raccontarci l’immenso della vita: sia che si tratti di un canto di una lampada o della voce della tempesta, del respiro della sera o del gemito del mare che ti circonda, sempre, dietro di te si risveglia un’ampia melodia in cui soltanto qua e là trova spazio il tuo assolo. Sembra dire che attraverso la parola poetica, l’uomo può indossare l’invisibile, può avvicinarsi e ritrovare il divino che abita l’universo.
E la Compagnia di Ilse ha accolto a braccia aperte il figliol prodigo.
Poesia come manifesto dell’anima, teatro come processo spirituale, entrambi come portatori di ricerca di sé attraverso il denudarsi, attraverso il donarsi senza riserve, senza indugi. Quali nozze più predittive di buona novella?
La compagnia teatrale ha accolto e favorito l’unione, indossando gli abiti più belli, con il timore e l’entusiasmo di percorrere un sentiero accidentato ma foriero di nuove scoperte, di bellezza.
Giuseppe Piccoli, nel suo passaggio a Verona, ha creato scompiglio pur rimanendo un’ombra.
La Compagnia di Ilse vorrebbe, con “L’Appuntamento Metafisico”, dare forma allo scompiglio e illuminare l’ombra. Tutti i protagonisti si sono chiesti: chissà se ce la faremo! Anche noi funamboli sul filo. Ci proviamo o non ci proviamo? Tutti hanno annuito.

Con: Paola Bellinato, Michele Bernardi, Maria Canal, Clara Caraffini, Francesco Ferlini, Andrea Guerrer, Maria Marchionni, Alberto Mariotti, Roberto Nizzetto, Dimitri Piccicuto, Antony Risi, Maria Sara, Margherita Sciarretta, Mariuccia Stacchino, Niccolò Villano.

Coordinamento: Gloriana Ferlini
da un’idea di Paola Bellinato
Costumi: Gaetano Miglioranzi, Maria Sara, Mariuccia Stacchino
Illustrazioni: Niccolò Villano
Maschere: Graziella Menichelli, Silvia Sartoris
Video intervista ad Arnaldo Ederle: Federico Spiazzi e Paola Bellinato

A seguire “LE ORE MORTE” video-installazione di Giuseppe Consoli
Quest’opera nasce dalle suggestioni suscitate nell’artista dalle poesie di Giuseppe Piccoli.
«Questa volta sono i muri di Verona a evocare le prigioni del pensiero, tra realtà e fantascienza; barriere d’idee contorte; altre vite; corazza del cuore irregolare, fatta a pezzi. Tra i muri, emozioni e sentimenti si ribellano mostrandoci la loro bellezza».

Giuseppe Consoli, di origini italiane, è nato a Lima in Perù. Ha lavorato come creativo nel settore pubblicitario, come interior designer, cool hunter e visual artist.

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