I consigli contro le insidie dell'elettrosmog per proteggere la salute umana

Pubblicato il da nella categoria: Consumatori / Società.

Ultimamente si stanno moltiplicando le ricerche sull’effetto sulla salute delle onde radio, ad esempio quelle diffuse da strumenti ormai di uso comune quali tablet, cellulari e wi-fi. I segnali radio, del resto, coprono tutto il pianeta ed è importante riuscire a stabilire se sia il caso di limitarne l’esposizione per non creare danni nel tempo.
Dai dati preliminari di una ricerca non ancora pubblicata dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna emerge che queste microonde potrebbero aumentare il rischio di insorgenza di tumori. Per condurre il loro esperimento, gli scienziati hanno irradiato cellule in vitro con le onde dei wi-fi all’interno di biblioteche e scuole. E il risultato è che le radiofrequenze alterano i geni che regolano la proliferazione delle cellule: quelle più danneggiate muoiono, mentre le altre crescono in modo incontrollato, creando le condizioni per la nascita di un tumore, come spiegato dal dottor Fiorenzo Marinelli (Evaluator membro della Commissione europea per i progetti di ricerca sui campi magnetici), che ha coordinato la ricerca. (titolo Uno studio sulle cellule tumorali risveglia le paure sulla sicurezza dei cellulari).

Stando ad essa e allo studio pubblicato sul sito Stop Smart Meters (http://www.dionidream.com/34-studi-scientifici-sui-danni-wi-fi/), sono i bambini che corrono i rischi più alti, in quanto, a causa di un maggior contenuto di acqua, il loro tessuto cerebrale e osseo assorbe questo tipo di onde dieci volte di più rispetto agli adulti.
Le radiazioni sarebbero poi causa di altri effetti negativi. Nelle persone più sensibili, ad esempio, possono provocare difficoltà di concentrazione, mal di testa, insonnia, vertigini e tachicardia, fino a un aumento delle malattie del sistema nervoso centrale (+85%), dell’epilessia (+36%), del ritardo mentale (+11%) e delle malattie immunitarie (+82%). A questo proposito, anche se ovviamente trattandosi di rischi si parla di possibilità e non di certezze, il Consiglio d’Europa ha chiesto da tempo il divieto dell’uso del wi-fi nelle scuole.
Per ridurre l’accumulo di radiazioni nocive si può usare la tecnologia powerline (PLC o comunicazione a onde convogliate), che permette di sfruttare la rete elettrica anziché le onde radio per trasmettere i dati: per mezzo di un adattatore (costo circa ottanta euro) si può navigare a una velocità più bassa, ma accettabile, con l’impianto elettrico di casa.
Utilizzando poi l’auricolare o il vivavoce anziché portare l’apparecchio al viso è possibile ridurre al 90% l’emissione di onde dannose, mentre di notte sarebbe bene non tenere mai il cellulare acceso vicino al letto. Converrebbe anche lasciare spento il bluetooth quando non lo si usa, in quanto funziona come un ripetitore e convoglia le onde nell’orecchio.
Sarebbe consigliabile inoltre non utilizzare il cellulare in auto, poiché l’abitacolo si trasforma in una “gabbia di Faraday”: un contenitore che nella sostanza non lascia uscire le onde all’esterno, concentrandole – viceversa – in uno spazio molto ristretto. Buona norma, infine, è evitare l’uso del cellulare nelle zone in cui c’è poco campo, in quanto l’apparecchio emette radiofrequenze di intensità anche mille volte superiore a quella diffusa quando il segnale è buono.
Se invece non è possibile fare a meno dell’accesso a internet senza fili, di notte e quando non si naviga in rete, è consigliabile disattivare il wireless scollegando il router del pc dalla presa elettrica, oppure disabilitare il wi-fi via software entrando nel sito web del router (ad esempio Telecom http://192.168.1.1), seguendo le istruzioni per attivare o disattivarlo.
Le onde radio non si possono azzerare, certo, ma è possibile quantomeno evitarne l’accumulo insegnando ai nostri figli a non effettuare lunghe sessioni di gioco con il tablet, anche a wi-fi spento, e stessa cosa per le telefonate fiume al cellulare e il flusso incontrollato di messaggini.

Per approfondimenti sul tema http://www.freeofradiation.com/mov/Marinelli_report_full.pdf

 

Condividi:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someone
TAGS:

Articoli Correlati:

La tempesta. Pre-testi

LA PROVA PER ARTICOLO VIDEO

di - in Veronaè TV -

Abbiamo intervistato Isabella Caserta, regista e protagonista dello spettacolo.  00

LA VOCE DEL PADRONE La voce del padrone B3
QUINTAPARETE
VERONAÈ TV
Già, può sembrare strano! Talvolta stima e amicizia di una persona ti colpiscono inaspettatamente. E ti trovi compiaciuto. Fu così che un giorno di diversi…