Nei canili ci sono molti cani in età avanzata, che aspettano solo di essere adottati per dare amore e compagnia alle loro nuove famiglie

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Se già avete avuto la straordinaria fortuna di essere i destinatari dello smisurato e disinteressato affetto che di norma un cane riversa sul suo amico umano, allora moltiplicatelo per mille e avrete, per difetto, un’idea approssimativa dell’amore che potrebbe riservare a voi – sì, proprio a voi! – un cane anziano che da troppi anni viva in un canile e non aspetti altro che condividere con un nuovo amico umano le piccole felicità che gli ultimi anni della sua vita gli mettono disposizione.
Tra esseri umani, non è poi così scontato che premure e gentilezze siano ricambiate con quei piccoli gesti di gratitudine che riscaldano il cuore di chi li riceve. Tutto sembra dovuto, da quando le smanie del nostro vivere moderno hanno macinato e corrotto ogni minima forma di riconoscenza tra gli uomini. Beh, a voler essere pignoli, se anche le piccole cortesie sembrano svanite nei rapporti umani, pensate un po’ le grandi! Invece, un cane, al quale vogliate ridare il calore di una carezza e la riscoperta gioia di una breve passeggiata insieme – oltre a una cuccia per dormire e a un piatto di zuppa al giorno – vi vedrà come il suo dio e da quel momento vi dimostrerà una venerazione senza uguali.
Se poi il quattrozampe al quale vorrete dedicare queste minime attenzioni è un cane anziano, sia per età, diciamo di sette/otto anni, sia per permanenza in un canile dopo aver provato lo straziante dolore dell’abbandono, vi accorgerete subito di venir ripagati in modo straordinariamente più grande rispetto ai pochi centesimi di tempo e di euro che avrete dato.
Vi voglio raccontare un episodio molto significativo della rapidità di questi sensibilissimi amici nel fare, della vostra, la loro famiglia, nell’adottare voi per il solo merito di averli scelti e liberati dalla sofferenza del canile. Un’amica, molto amante dei gatti e dei cani, era stata convinta, senza molta fatica per la verità, ad adottare il cane Bruno, un segugio italiano di circa otto anni, rimasto ben quattro anni in canile dopo l’irresponsabile abbandono da parte del precedente proprietario, probabilmente un cacciatore. Nell’ultimo anno di “prigionia”, Bruno si era proprio lasciato andare, non mangiava più e rimaneva sempre arrotolato nella sua coperta. Purtroppo, un paio di tentativi di adozione erano andati a vuoto perché il nuovo amico umano non aveva accettato l’idea di aver adottato un cane che richiedesse un certo periodo di adattamento, prima di sentire quella come la propria casa. Così, anche nell’appartamento di questa amica, al terzo piano di un centralissimo palazzo, Bruno aveva pensato di ambientarsi a modo suo: rimanendo tutto il giorno nella sua nuovissima cuccia imbottita, uscendo soltanto il minimo indispensabile per le passeggiate igieniche e cominciando a nutrirsi dal secondo giorno. Nessuno l’aveva disturbato e gli aveva chiesto nulla. Anche i quattro gatti di famiglia avevano deciso di concedergli il tempo per decidere se si trovasse bene o non; il grosso gattone bianco, maschio leader della tribù, guardava Bruno da lontano e non lo disturbava nel suo processo di adattamento. Dopo non più di quattro giorni, il nostro segugio ha pensato bene di trovarsi ottimamente in quella famiglia e addirittura di non volerla perdere. Infatti accompagnando la figlia della sua nuova amica umana in un ufficio postale piuttosto lontano da casa – almeno un paio di chilometri, in un diverso quartiere con un largo ponte, tre o quattro semafori e almeno tre strade principali da attraversare – Bruno aveva riprovato il terrore dell’abbandono, quando, per poter entrare nell’ufficio, la ragazza l’aveva legato all’apposito paletto sulla porta. Proprio come quella volta, quando il cacciatore l’aveva legato in campagna per abbandonarlo! ”Questa volta no!” deve aver pensato il nostro amico. Emulo di Oudinì, in un baleno si è liberato sfilandosi il collare ed è sparito. Grazie ai telefoni portatili, l’allarme è stato dato subito. Troppe automobili, troppe strade per la sopravvivenza di un cane decisamente di campagna. E mentre tutti cercavamo Bruno anche nei quartieri vicini, sul filo dell’angoscia per quella libertà ritrovata che avrebbe potuto essere pagata troppo cara, il nostro bravo segugio, confidando sul suo infallibile fiuto per ritrovare le sue tracce lungo un percorso mai visto prima d’ora, evitava automobili attraversava strade superava semafori trovava il cancello e il portone insolitamente aperti e, finalmente, si accoccolava in silenzio sul tappeto dell’uscio blindato della sua nuova famiglia, alla quale non avrebbe rinunciato per tutti gli ossi del mondo. Vi lascio immaginare i reciproci festeggiamenti al rientro a casa della sua nuova amica umana, in realtà disperata per le ricerche fino a quel momento infruttuose.

Se volete informazioni su come adottare un cane anziano, telefonate a Marta D’Aleo, 333 2162998, responsabile di Tribù Animale. L’ associazione, una onlus senza fine di lucro, si occupa di fare incontrare umani e quattrozampe per dare e ricevere, reciprocamente, affetto e compagnia.

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