La cantante si racconta nel dialogo-concerto al Palazzo della Gran Guardia di Verona

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Il terzo appuntamento della rassegna “Oltre il confine – le metafore del cambiamento”, lo scorso 26 gennaio ha visto ospite sul palcoscenico dell’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia Ornella Vanoni.
La cantante entra in scena sulle note della canzone di Sergio Endrigo Io che amo solo te, suonate al pianoforte da Fabio Valdemarin. Il primo momento musicale è molto suggestivo, l’interpretazione è impeccabile e ha l’intensità giusta per aprire un incontro-concerto nel quale l’artista ripercorre alcuni dei momenti della sua vita, raccontati nell’autobiografia intitolata Una bellissima ragazza, uscita lo scorso novembre e scritta con la collaborazione del giornalista Giancarlo Dotto.
Dopo la prima canzone Ornella si accomoda accanto al cantautore Marco Ongaro, suo interlocutore sul palco. Il dialogo sin dalle prima battute è già tutto un programma: la cantante si lascia andare ad una testimonianza d’amore allo Spritz, l’aperitivo di gran moda a Verona. Il racconto prosegue in modo informale, con una serie di aneddoti riportati in modo esplicito e, a volte, irresistibilmente comico. La Vanoni parla dell’inizio della carriera, tra musica, teatro e televisione. Racconta della timidezza che, una volta schiusa, ha fatto uscire un grande talento. Si sofferma sull’esperienza al Teatro Piccolo di Milano, dove ha iniziato a recitare guidata da Giorgio Strehler. Poi le canzoni della mala, per passare in seguito a quelle d’autore, con l’influenza di Gino Paoli, conosciuto nel 1960 e divenuto suo compagno. Poi racconta, tra una battuta e l’altra, degli uomini della sua vita: quelli che ha amato, quelli che l’hanno amata e quelli per i quali è diventata una vera e propria musa ispiratrice, con un cenno particolare a Gino Paoli, che le ha dedicato la canzone Senza fine e persino un ritratto, dove vengono enfatizzate in forma caricaturale la grandi mani di Ornella. Gli aneddoti divertenti sono frequenti, e molti degli applausi del pubblico sono accompagnati dalle risate. Uno tra gli episodi raccontati è proprio legato al cantautore genovese. Mentre scorrono alcune immagini di repertorio di un duetto tra la Vanoni e Paoli la cantante irrompe dicendo: “Mia mamma mi chiedeva come facevo a stare con uno così brutto… per me era bellissimo”. È riservato un ricordo anche a Hugo Pratt, verso il quale mostra grande ammirazione, raccontando di una sorta di amore platonico con il celebre fumettista, definito dalla stessa Vanoni “Una persona che riusciva a vederti dentro”. L’incontro si chiude con le emozionanti interpretazioni di Mi sono innamorata di te e Domani è un altro giorno.

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