Anche se «la maggior parte dell’utenza dei mezzi di comunicazione resta in attesa», non dobbiamo scordarci che negli stessi istanti «vi sono persone che stanno soffrendo, sperando, affrontando paure e momenti di intensa difficoltà»

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Lo sport è fatto di colpi di scena. Vittorie inaspettate e improvvise, sconfitte impensabili e inattese, infortuni che bloccano promettenti carriere, incidenti che strappano via una vita.
I mezzi di comunicazione, qualsiasi essi siano, ci permettono di essere spettatori di tutto ciò e sono consapevoli che noi ci nutriamo di quello che viene scritto o detto. Siamo spesso passivi rispetto agli eventi che accadono, e ci adeguiamo al modo in cui una notizia viene trasmessa e pubblicata.
Proseguendo su tale logica, possiamo dire di essere soggetti anche alle tempistiche o, meglio ancora, alla durata dell’attenzione pubblica che può essere destinata a un particolare accadimento.
Certo, occorre comunque precisare che se qualcuno è veramente interessato a un colpo di scena sportivo, lo potrà seguire anche dopo che la cresta dell’onda mediatica si è affievolita, in quanto, nel frattempo, è successo dell’altro che ha destato scalpore.
Tuttavia, potremmo affermare con una certa disinvoltura che la maggior parte dell’utenza dei mezzi di comunicazione resta in attesa. Attende gli sviluppi, se ci sono, oppure aspetta qualche diversa novità.
Sono passate svariate settimane dall’incidente capitato a Michael Schumacher. L’intero pianeta si è fermato all’esplosione della notizia. Però, con il passare del tempo e il diradarsi dei bollettini medici sulle sue condizioni di salute, noi spettatori siamo stati presi da altre cose, da altri episodi che sono saliti alla ribalta. È una cosa normale e naturale, poiché non si sta vivendo sulla propria pelle una situazione di questa portata.
L’importante, quindi, è capire e comprendere che esiste un profondo distacco tra chi vede gli avvenimenti e chi li vive. Occorre sapere che vi sono persone che stanno soffrendo, sperando, affrontando paure e momenti di intensa difficoltà. Persone che non attendono novità dalla stampa o dalla televisione. Persone che “sentono” il passare del tempo e che per questo meritano un sostegno incondizionato.

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