La cantante incontra i fan e presenta il nuovo album “L’amore è femmina”

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C’è un pubblico numeroso ad attendere Nina Zilli al Forum Fnac di Verona. La cantante entra tra gli applausi e apre l’incontro con l’interpretazione, accompagnata solamente dal piano, di Per le strade, primo pezzo del nuovo album “L’amore è femmina”. Si comincia parlando del momento d’oro di Nina, selezionata per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Festival.

«Per me è un onore rappresentare l’Italia a questo Festival. Anche se da noi non è ancora molto conosciuto, in realtà, è partito tutto da Sanremo, nel senso che l’hanno inventato proprio quelli del Festival di Sanremo, negli anni che furono, quando si chiamava ancora Festivàl. Non so ancora con certezza che brano porterò. Sicuramente sarà in inglese, anche se porterò Per sempre la dovrò riadattare in inglese, cosa che mi piace tantissimo, anche perché di solito io scrivo prima le canzoni in inglese poi le traduco in italiano dato che sono bilingue, avendo abitato negli Stati Uniti a Chicago», racconta Nina.
Dimostra grande disinvoltura e simpatia sin dalle prime battute dell’incontro e una cifra stilistica evidente. Il dialogo prosegue sul nuovo album, uscito a quasi due anni dal precedente “Sempre lontano”. «Siccome io scrivo le canzoni e faccio gli arrangiamenti, c’è proprio bisogno di me per fare il disco. Ho finito il tour a novembre dell’anno scorso e mi sono dovuta ritirare nel cucuzzolo e scrivere, scrivere e scrivere. Dopodichè sono entrata in studio, con l’aiuto di Michele Canova, ho lavorato con Davide Tagliapietra e Pinaxa, dei guru insomma della storia della musica italiana, il sound engineer è il mitico che ha lavorato per trent’anni con Battiato. Abbiamo proprio cercato un suono unico e particolare attraverso sintetizzatori di ultima generazione filtrati però in un eco anni Cinquanta italiano. Ci sono tante cose diverse rispetto al primo disco, anche se, chiaramente, le canzoni sono mie, quindi la “zampa” è quella lì… insomma sono io».
Parla anche di Carmen Consoli, co-autrice del brano Un’altra estate. «Ho chiesto a Carmen se le andava di scrivere una canzone insieme. Lei ha detto: “Tu mandami una melodia e io ti scrivo le parole”. Le ho mandato il testo in inglese, lei ha riscritto in italiano ed è nata Un’altra estate. Carmen è bravissima, è una cantautrice che esce anche dal mondo del cantantaurato classico. È una rocker, è una che va all’Mtv Day e suona il basso, è veramente una “grande femmina”». Si passa poi a chiacchierare dell’esperienza sanremese, soffermandosi in particolar modo sui duetti: «Sono stati due duetti bellissimi. Con Giuliano Palma ci conosciamo da tantissimo tempo, per cui c’è sempre grande empatia tra noi, ma devo dire che c’è stata la stessa empatia anche con Skye, una persona angelica, come la sua voce. Sono rimasta senza parole». Poi sorride e confida: «Sanremo è pazzesco, uno “se la fa sempre sotto”. È un palco incredibile. Poi c’è tutta quella roba lì della mattina, del pomeriggio, della sera, della notte… Tutti a parlare di Sanremo, quindi c’è l’angoscia. Sei lì e ti tremano le gambe ma poi quando inizi a cantare, canti».
Poi un altro momento musicale, Nina interpreta “Per sempre” che, nella versione piano e voce, è ancora più intenso. Un momento d’oro per la cantautrice che sarà al fianco di Giorgio Panariello nello show Mediaset “Panariello non esiste”, in onda a partire dal 5 marzo. Racconta Nina: «Ho conosciuto Giorgio qui a Verona, esattamente all’Arena durante i Wind Music Award. L’anno scorso c’è stata un’alluvione e nell’area “accoglienza artisti senza tetto”, ci siamo incontrati. Lui è simpaticissimo, una persona veramente fantastica e lì proprio mi disse vedrai che ci risentiremo presto. Poi mi ha richiamato dicendo: “Oh Nina, che tu mi devi fare Mina”. E io: “Cos’è che devo fare?”. Lui si riferiva ai varietà di una volta come Canzonissima o Studio Uno, dove i cantanti erano anche presentatori, comici e protagonisti di molti sketch. Non ci ho pensato neanche un secondo e gli ho detto sì. Ci saranno, tra gli altri, la big band del maestro Vitalizzi e Fabrizio Bosso, trombettista che ho portato a Sanremo, mi divertirò”.
Poi, inevitabilmente, si tocca l’argomento look. Nina sorride quando l’intervistatrice le ricorda di essere stata l’unica a essere stata promossa da Enzo Miccio per l’abbigliamento presentato sul palco dell’Ariston e dice: “Beh, diciamo che avevo i vestiti di Vivienne Westwood, la signora se ne intende”. Poi, parlando del suo look vintage e del rapporto con gli stilisti nella scelta dell’abbigliamento spiega: «Io vado lì scelgo guardo un po’, poi chiaramente ho un sacco di cose mie che mescolo. Io sono così. Mi hanno fatto una domanda sui vestiti vintage. Non è che ho comprato tutto per fare Nina Zilli, ce l’avevo già. Facendo questa musica è ovvio, esattamente così come passo le ore nei negozi di vinili ed esco piena di polvere, con un pacco di roba vecchia, vado anche nei mercatini».
Poi tocca all’energica interpretazione di 50mila, nella quale coinvolge il pubblico che detta il ritmo battendo le mani. Ironizza poi sulla sua abitudine di fumare: “Fumo come le due zie dei Simpson”, confida. Nina parla dei cantanti che la ispirano da Otis Redding a Sam Cooke fino ad Aretha Franklyn e gli italiani degli anni Sessanta, Nicola Arigliano, Fred Buscaglione e… Mina. Poi, su esplicita richiesta del pubblico, accenna a cappella la sua canzone L’uomo che amava le donne. Nina chiude l’incontro chiacchierando per oltre un’ora con i fan e firmando autografi

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