Storia di un tredicenne timido e amante dei supereroi che scopre di possedere un superpotere a sua volta

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La storia di un ragazzo introverso, innamorato di una ragazza molto carina che poi diventa un supereroe, potrebbe sembrare l’incipit di una storia alla Peter Parker alias Spiderman; neanche a dirlo, il costume che Michele, il protagonista del film, vorrebbe comprarsi per la festa di Halloween è proprio quello del supereroe con le ragnatele.
Il film, diretto da Gabriele Salvatores e prodotto tra Italia e Francia, oltre a questo dettaglio, presenta molti altri riferimenti a storie con supereroi, ma senza scadere mai nel ridicolo. Solitamente è l’America la produttrice di film in cui è presente ogni sorta di eroi e supereroi, e a volte l’Italia cerca di imitare trame e tematiche, senza riuscire quasi mai nell’intento, ma questa pellicola è differente. Qui non sono presenti “americanate” nel senso di grandiosi effetti speciali o trame fuori dal comune: certo, gli effetti speciali sono presenti e sono anche ben realizzati, ma non c’è mai l’eccesso, è tutto molto ben calcolato. È una piccola storia senza pretese che potrebbe essere il primo tentativo riuscito di fare un film differente dal solito con una vena un po’ internazionale, restando pur sempre italiano. Infatti il film è ambientato in Italia, a Trieste, non si va alla ricerca di locations di gusto americano, sono presenti anche attori italiani come Valeria Golino e Fabrizio Bentivoglio, e anche il “ragazzo invisibile” ha il volto di un italiano, Ludovico Girardello, alla sua prima apparizione.
Nonostante il film parli di un ragazzino, non è un film per un target infantile, sebbene al cinema abbia visto un’infinità di bambini, ma sembrerebbe orientato verso un target adolescenziale e adulto, e non solo per la presenza di linguaggio a volte scurrile non adatto ai più piccoli, ma anche per le tematiche significative che vanno oltre la superficialità di un supereroe in calzamaglia. In conclusione, nonostante il film sia consigliato, si vorrebbe aggiungere qualche annotazione (e forse chi non ha visto il film non dovrebbe continuare la lettura, se non vuole neanche l’1% di spoiler).
Prima di tutto avrebbe potuto essere interessante per ipotetici sviluppi, se avessero usufruito di più di spunti inerenti alla realtà cinese e relativa leggenda, seppur inventata dal commerciante, del costume di Halloween di Michele che, se ben giocate, potevano essere idee a favore della trama per renderla ancor più originale. Invece la storia del costume cinese è stata utilizzata come una sorta di MacGuffin hitchcockiano, ma non è una critica, è coerente anche questa scelta, è solo una delle tante strade che si potevano intraprendere per favorire l’evoluzione dell’intreccio. Secondo, forse si poteva osare di più con la sceneggiatura, ovvero, nonostante il film non annoi, la dinamica è molto simile a quella di altre storie con supereroi e non solo per la scelta di un protagonista un po’ timido che acquista sicurezza in sé stesso dopo la scoperta di un superpotere, ma anche per il passato non molto felice che accompagna il protagonista non del tutto differente da altri “cugini” supereroi (temi e aneddoti che scoprirà chi guarderà il film).
Sicuramente la pellicola si potrebbe definire un omaggio ai supereroi, ma avrebbe potuto essere ugualmente tale anche se la storia si fosse discostata di più dalle trame tipiche sul genere, mantenendo riferimenti e richiami qua e là. Nonostante ciò, comprendo la presumibile scelta di mantenersi in linea con le trame tipiche, sia perché solitamente i supereroi di norma “devono” avere un passato e/o un destino infelice – e quindi, con tutta l’originalità che ci può essere, c’è poco da fare – e sia perché questo film è quasi definibile un “esperimento”, accentuato dal fatto che la tematica del supereroe è quasi una novità per l’Italia; ma, ribadendo, nel complesso è ben riuscito.

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