Un grande raduno a Mantova, che ha visto la partecipazione di migliaia di sportivi provenienti da 32 Paesi. Il tutto il 14 giugno, quando in Brasile…

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È il 14 giugno scorso. La zia della mia ragazza, che abita in un paesino della campagna mantovana, si dirige in città per alcune commissioni. Trova subito un parcheggio in pieno centro, senza alcuna fatica. O, meglio, il parcheggio in cui lascia l’auto è praticamente (e stranamente) vuoto.
Ritorna dopo le commissioni, ma la situazione è mutata. Per le vie e le piazze si stanno muovendo migliaia di vespisti, a Mantova e provincia per un grande raduno. La città è nelle loro ruote. La zia si rivolge a un vigile, gli chiede come poter uscire per tornare a casa. Lui le risponde che per un paio d’ore (erano circa le 11 del mattino) non si sarebbe potuto fare proprio alcunché. Tuttavia, non tutte le strade sono bloccate e con l’auto, un po’, si riesce a girare, seppur rimanendo all’interno di un determinato percorso. Il compromesso raggiunto? Attendere queste due ore e andare a fare la spesa.
Ecco, un piccolo racconto di impronta familiare per descrivere un particolare avvenimento sportivo che, a detta di molti, è stato il più grande di sempre. Si è parlato di oltre 10 mila appassionati, di oltre 10 mila mezzi intrisi di storia. Insomma, la città virgiliana si è tinta di una miriade di colori, sulle livree erano spesso riportate immagini di personaggi del mondo dello spettacolo.
Grande comprensione da parte di coloro che, “costretti” sulle quattro ruote ad attendere lo sciamare rumoroso delle due, rimanevano affascinati e sorpresi del fatto che tanta gente portasse con sé e dentro di sé una così intensa passione.
Una curiosità: hanno riferito che le targhe provenivano da 32 differenti nazioni. Proprio il 14 giugno, a migliaia di chilometri di distanza, in Brasile, stava per debuttare la nostra nazionale di calcio ai Campionati del Mondo. Fase finale dei Campionati del Mondo, un evento che ammette 32 squadre. In un momento in cui non si parla che di pallone, abbiamo voluto dare risalto, anche se con poche e semplici righe, a un qualcosa di diverso, che sui giornali ha avuto poco spazio, ma che ben alimenta il profondo senso dello sport: gioco e partecipazione.

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