Il racconto del genocidio degli armeni nel romanzo di Antonia Arslan

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La pagina forse più oscura della storia turca è il genocidio degli Armeni, compiutosi fra il 1915 e il 1916: centinaia di migliaia, o forse milioni di persone furono sterminate. Ancora oggi, il numero esatto dei morti è sconosciuto e probabilmente lo sarà per sempre. Si tratta di un argomento spinoso, tanto in storia quanto in politica internazionale: la Turchia (all’epoca dei fatti ancora Impero Ottomano) non ha mai voluto ammettere che il massacro abbia avuto luogo e, ancora oggi, parlare in pubblico del genocidio è punibile in quel Paese con una reclusione fino a tre anni di carcere. Il libro di Mush parla proprio di questo evento.
Antonia Arslan racconta questo evento terribile in un romanzo avventuroso di ampio respiro. È la storia di cinque superstiti del massacro, che fuggono dall’antica Valle di Mush portando con sé un tesoro leggendario e prezioso: un libro antico. Nelle poco più di centoventi pagine che compongono il romanzo, la scrittrice e saggista di origini armene Antonia Arslan dipinge una storia profonda, commovente, affascinante. Una storia che, pur essendo immaginaria, ha il sapore di una storia vera.
Pur essendo molto breve, Il libro di Mush riesce a raggiungere una conclusione soddisfacente senza che vi sia un’impressione di fretta. L’autrice dosa le parole con garbo, dipinge con poche ma significative pennellate e riesce a conciliare perfettamente l’interesse per il Dramma e quello per la Storia. Sicuramente un romanzo consigliato.

Antonia Arslan, Il libro di Mush, Skira, pp. 136, €15,00

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