L’editoria ai giorni nostri attraversa un periodo difficile, anche a Verona

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Non è una polemica, per carità. A chi volete che piacciano le polemiche? Però, qualche volta è proprio necessario dire pane al pane e vino al vino. Soprattutto quando ben conosciamo gli argomenti dei quali stiamo parlando.
La testata che accoglie queste mie poche righe è un giornale esclusivamente on-line. Esso richiede la stessa fatica da parte dei giornalisti per cercare le notizie e raccontarle ai lettori, lo stesso impegno da parte dei grafici che impaginano ma soprattutto richiede un maggior sforzo di partecipazione ai lettori, i quali, seppur avvisati dell’uscita del giornale scaricabile dal sito della testata in formato PDF, si devono attivare e andare a cercare e a leggere il “loro” giornale.
Oggi, siamo tutti consapevoli che pubblicare un giornale su carta è diventato proibitivo, per i costi di stampa che l’operazione comporta. Poi, i ricavi che si possono trarre dalla vendita in edicola sono in caduta libera: i consumatori stanno sempre più riducendo l’acquisto di giornali – l’A.D.S. parla chiaro in questo senso – perché l’internet e la televisione ci hanno abituati alle notizie in tempo reale; inoltre, non ci possiamo nascondere che viviamo, tutti, una stagione di profonda crisi economica, che induce ad apportare tagli un po’ qui e un po’ là al nostro bilancio personale. La raccolta pubblicitaria, anch’essa schiacciata dalla crisi economica, non è più sufficiente per coprire le spese di produzione di un giornale. Certo, dobbiamo riconoscere che gli inserzionisti ancora non si sono abituati all’idea di pubblicazioni solo digitali, se escludiamo le grandi testate nazionali come la “Repubblica” o il “Corriere della Sera”. Un conto è dimostrare, certificati alla mano, tirature e diffusione; altra cosa è parlare di visite ricevute sul sito, di download, di link inviati per posta elettronica.
Qui ci sono tutte le ragioni per le quali la free-press, venuta prepotentemente alla ribalta soltanto pochi anni fa, ha già tristemente imboccato il viale del tramonto. Per sopravvivere, editori poco corretti hanno dichiarato tirature e diffusioni molto maggiori di quelle reali, per indurre gli inserzionisti ad aderire alle loro proposte. Ma le bugie hanno le gambe corte e ben presto sono venute a galla, portando a fondo i loro autori.
Eppure, il fenomeno continua. Ci sono ancora dei furbetti che stampano sì e no un migliaio di copie del loro giornale e dichiarano agli inserzionisti una tiratura interamente distribuita, e dunque una diffusione, di cinque, dieci volte maggiore. Mille copie distribuite gratuitamente, in tutta Verona, non si vedono nemmeno. Infatti, di almeno un paio di questi giornaletti stiamo accanitamente cercando di toccare con mano una copia cartacea, senza riuscirci. Dove saranno?

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