Una sorta di naturale declino, un naturale decorso che guida la mente del professionista alla consapevolezza di essere in difficoltà di fronte all’evoluzione del suo sport, una consapevolezza che, in seguito, conquista anche il fisico

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Un particolare spirito mi anima: pensare lo sport come un qualcosa che non ha età, per tutti, sia dal punto di vista di chi lo pratica che da quello di chi lo osserva. Mi piace pensare questo, e mi farebbe piacere che tale mia idea fosse presente in molte altre teste. Anche non sportive.
Ma lasciamo stare tifosi e spettatori, nel nostro articolo, e parliamo della prima categoria, cioè dell’età degli atleti. Quando sboccia il loro talento o la loro passione? A 5, 10 anni? Potrebbe essere. A 15, 20? Anche. A 30, 40, 50 o 60? Perché no? Ovunque si vada, i campi e i terreni da gioco sono ricchi di gente che pratica attività senza badare agli acciacchi delle proprie ossa o ai dolori dei propri muscoli. Il desiderio di fare sport, infatti, è uno stimolo che parte direttamente dalla testa e che alimenta l’intero corpo.
Però, se volgiamo lo sguardo al mondo professionistico, in cui la forza fisica, gli allenamenti e la resistenza agli sforzi sono fattori o condizioni imprescindibili, le persone che superano i 40 anni si possono contare sulle dita di poche mani. Tuttavia, non possiamo ammettere che anche in tale settore vi sia una precisa “data di scadenza”.
Chi vi scrive ritiene che vi sia una sorta di naturale declino, un naturale decorso che guida la mente del professionista (ma non solo) alla consapevolezza di essere in difficoltà di fronte all’evoluzione del suo sport, una consapevolezza che, in seguito, conquista anche il fisico. E questa sensazione può giungere a 20, 25, 30 o 40 anni. O ancora più in là.
Osserviamo Francesco Totti, che a 37 anni sta vivendo una nuova stagione di freschezza agonistica. Parlare di Javier Zanetti sarebbe inutile. Da qualche settimana, invece, è giunta la notizia dell’imminente ritiro di Alvaro Recoba, calciatore uruguaiano che nel 1997 oscurò l’esordio di Ronaldo all’Inter. In che maniera lo fece? Andate a vedere il resoconto della prima giornata della stagione ’97-’98. Un piccolo suggerimento: due tiri mancini ricchi di talento e potenza.

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