A febbraio in scena Piccoli crimini coniugali e Il fu Mattia Pascal

Pubblicato il da nella categoria: Teatro.

Dal 7 al 12 febbraio al Teatro Nuovo di Verona si potrà assistere alla rappresentazione di Piccoli crimini coniugali, dall’opera dello scrittore e drammaturgo Eric Emmanuel Schmitt. Tema caro all’autore francese è l’indagine dei rapporti quotidiani tra le persone e della complessità degli stessi. In Piccoli crimini coniugali questa tematica è affrontata in modo diretto e intelligente. Protagonisti della vicenda sono Gilles (Paolo Valerio) e Lisa (Elena Giusti). Il primo è vittima di un incidente stradale che gli fa perdere quasi completamente la memoria. La moglie, attraverso un continuo racconto, tra menzogna e verità, cerca di ricostruire la storia della loro vita. Emergeranno particolari intriganti, verità non dette, ricordi da parte di Gilles che riaffiorano senza motivo e altre cose che vengono completamente dimenticate o trascurate. La vicenda induce a riflettere in modo acuto sulle difficoltà legate al rapporto di coppia, sulla verità, sul sentimento amoroso e sull’onestà. Lo spettacolo è inscenato dalla Compagnia Teatro Stabile, con la regia di Alessandro Maggi e le musiche di Germano Mazzocchetti.
Dal 21 al 26 febbraio sarà invece rappresentata sul palcoscenico del Teatro Nuovo la celebre opera letteraria di Luigi Pirandello Il fu Mattia Pascal (1904), nella versione teatrale di Tato Russo. Il tema della maschera, ricorrente nelle opere pirandelliane, è centrale nella vicenda e viene riproposto nella nuova veste teatrale che riadatta il romanzo di partenza. Il protagonista è Mattia Pascal, un bibliotecario che vive con la famiglia a Mirano, un piccolo paese della Liguria. Oppresso dalla moglie e dalla suocera decide di fuggire dalla routine e dalla tristezza della propria vita, con l’intenzione di recarsi in America. Si ritrova invece a Monte Carlo, dove riesce a vincere una grossa somma alla roulette. Decide a questo punto di tornare, più ricco, al proprio paese. Sul treno, però, legge del ritrovamento di un cadavere al quale è stata attribuita l’identità di Mattia Pascal, la sua. A questo punto il protagonista cambia il proprio piano: si trasferisce a Roma e, sfruttando l’equivoco, prova a ricostruirsi una vita con il nuovo nome di Adriano Meis. Ben presto tuttavia si accorge dell’impossibilità di vivere senza essere legalmente riconosciuto; non può infatti neppure sposare la donna che ama. Decide così di riprendersi la propria vita e di tornare al paese di origine. Lo attende però una sgradita sorpresa: la moglie, nel frattempo, si è risposata con un altro uomo, così lui, con grande amarezza, torna a occupare il posto di bibliotecario.

Condividi:Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Email this to someone

LA VOCE DEL PADRONE La voce del padrone B3
QUINTAPARETE
VERONAÈ TV
Già, può sembrare strano! Talvolta stima e amicizia di una persona ti colpiscono inaspettatamente. E ti trovi compiaciuto. Fu così che un giorno di diversi…