Fino al 4 maggio, al CIAC di Foligno, è in mostra una selezione di opere e disegni di Luciano Fabro, uno degli esponenti fondamentali del movimento dell’Arte Povera italiana fin dagli anni Settanta.

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Il CIAC di Foligno, dal 15 febbraio al 4 maggio 2014, ospiterà i disegni e le opere di uno degli artisti che ha fatto la storia dell’Arte Povera italiana.
Intimo amico di Piero Manzoni e di Enrico Castellani, fin dagli anni Settanta Luciano Fabro si interessa a un nuovo linguaggio artistico che travalica ogni gerarchia espressiva e materica, la cosiddetta Arte Povera, definizione coniata da Germano Celant alla fine degli anni Sessanta. Luciano Fabro si dedica così alla ricerca di nuovi codici espressivi le cui fondamenta si costruiscono in relazione alle dinamiche sociali e spaziali.
È proprio lo spazio a ricoprire un ruolo fondamentale all’interno dell’opera di Fabro (probabilmente influenzato dall’ amicizia con Lucio Fontana) e a esserne protagonista principale; questa dimensione viene concepita non solo come ambiente vivo, dinamico e teatro di relazioni tra gli elementi presenti, ma viene investita di un significato altro e diviene metafora del cammino civile dell’uomo, che non può fare a meno di disseminare “buchi” lungo il percorso.
Per questo motivo, accanto ai disegni, verrà esposta una selezione di opere dedicata all’habitat e alla percezione spaziale, i quali divengono “ritratto delle ambizioni dell’uomo contemporaneo e dei suoi risultati”.
L’esposizione, curata da Giacinto di Pietrantonio, Italo Tommassoni e Bruno Corà, in collaborazione con l’Archivio Fabro, ha l’intenzione di porre l’accento su uno dei punti fondamentali del processo creativo di Fabro, forse eletto pietra miliare e terreno di genesi di tutta la sua produzione dall’artista stesso: il disegno. Aspetto inedito della produzione di quest’artista, la mostra presenta più di cento disegni su supporti eterogenei e con l’utilizzo di variegate tecniche. Ciò che appare fondamentale nel tratto di Luciano Fabro è l’utilizzo del segno come forma, un tratto capace di delineare nuove idee e creare una comunicazione viva attraverso una concordantia oppositorum che si realizza nel segno primigenio, nell’abbozzo iniziale.
Per la prima volta in Italia il CIAC di Foligno ospita un ricco nucleo di disegni dell’artista realizzati in più di quarant’anni di lavoro, oggetto anche di regali ad amici e parenti. Una mostra intessuta non solo di opere e disegni preparatori, ma attraversata dal filo rosso delle relazioni e degli affetti di una vita, a costruire uno spazio di comunicazione attraverso le testimonianze di un vissuto artistico. Un atlante dello spazio che si costruisce su se stesso, un uroboro composto da vertebre intercambiabili che non fanno altro che rimarcare la ricerca e lo scopo di questo grande artista.

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