Un metodo complicato, complesso e inattuabile per migliorare in modo infinitesimale la qualità della vostra vita e di quelle degli altri

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Ora vi racconterò un segreto. Chiudete bene la porta, spegnete la luce e avvicinatevi allo schermo, in modo che nessuno possa scoprirci.
Avete fatto? Bene. Ecco la notizia sconvolgente: se volete vivere una vita più serena e migliorare quella degli altri, piantatela di giustificarvi.
Smettete di pensare che tutto quello che fate abbia una ragione e che questa ragione sia sufficiente a darvi chissà quale primato morale. La verità è che spesso fate le cose perché non vi va di fare altrimenti e che, in fondo, quello che provano e pensano gli altri non vi interessa. Rifletteteci sopra cinque minuti. Provare per credere.
Piantatela di pensare che mettere in guardia gli altri significhi davvero metterli in guardia. Dire «Stai attento, sono uno str***o» non vuol dire «Ora posso fare lo str**** quanto mi pare», come pensate voi. Non vi dà via libera. Il fatto che un terrorista annunci un attentato non rende le sue vittime meno morte. Il modo migliore per smettere di fare del male agli altri è smettere di farlo.
Non pensate più che le parole possano sostituire le azioni o creare una coscienza pulita. Per fare il bene bisogna fare il bene, non dire cose buone. E dirsi pentiti per poi andare avanti a comportarsi male è molto peggio che non dire nulla: al danno si aggiunge la beffa. E a nessuno piace essere beffato, se ci pensate. Nemmeno a voi.
Smettetela di pensare che l’educazione e il rispetto siano principi morali con cui è possibile non andare d’accordo. Si tratta di convenzioni elementari per convivere con gli altri esseri umani: mostrateli e li riceverete. Non mettete alla prova gli altri per dimostrare che, in fondo, sono tutti cattivi: sarebbe come buttare giù dalle scale una persona cara per dimostrare che, in fondo, non vi voleva bene, dato che se n’è andata. Stupido fino all’inverosimile e criminale.
Sconvolgente, vero? «Non può essere così semplice», direte voi. «Se sapessi quanto ho provato…» No, non lo voglio sapere. Voi non avete provato a fare un tubo. Vi siete convinti di aver provato, avete fatto spallucce e la cosa è morta lì, con voi che tornavate a crogiolarvi nel vostro autocompiacimento e nella vostra solitudine. Spiacente, ma non c’è modo di farlo senza danneggiare qualcun altro: avrei voluto dire che, se volete commiserarvi da soli, potete farlo in una stanza chiusa lontano dal mondo, ma anche il peggior misantropo ha qualcuno che si preoccupa per lui.
Voi siete una piaga, una minaccia. Rendete tristi le persone e le allontanate dal realizzare i loro obiettivi e le loro speranze. Così facendo, causate un danno anche al resto dell’umanità, perché la private di tutto il bene che queste persone avrebbero potuto fare se non avessero incontrato voi. Le azioni di un singolo si ripercuotono su tutti.
Certo, potevamo fare qualcosa di meglio che scrivere questo articolo. O di peggio (che ne so, recensire Iron Man 3 parlandone bene). Continuate a lamentarvi, per favore. Dimostra solo che avevamo ragione.

(si ringrazia ”just Luc” per l’immagine)

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