Se ne è andato uno dei personaggi più autorevoli e controversi del panorama calcistico veronese.

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Adriano ManservigiCi ha lasciati la scorsa notte Adriano Manservigi. Allergico alle imposizioni, sempre al di sopra degli schemi, mai banale, con una gran voglia di insegnare calcio a suo modo senza uniformarsi ai dettami imposti dal panorama che lo circondavano, con principi solidissimi sui quali non transigeva, quasi fosse un moderno Don Chisciotte appena uscito da un romanzo di Cervantes.

Questo è Adriano Manservigi come lo conobbi ai tempi di quando mi allenava all’Olimpica Dossobuono, squadra che vedeva debuttare giocatori all’epoca giovani e acerbi che sarebbero diventati quasi insostituibili, come ad esempio l’attuale capitano Nicola Pellegrini, difensore dai piedi fini come non se ne vedono molti e per questo apprezzato dal “Manse”; lui che al pallone dava del “tu”.

Ora che l’ex bomber di Padova, Audace, Tregnago e altre se ne é andato lascia un vuoto in tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato come giocatore, mister, ma soprattutto come uomo.

Mi scuso con i lettori se mi rivolgo direttamente ad Adriano per esternare due rimpianti che mi sono rimasti dentro, ma credo sia doveroso: il primo di non aver raggiunto i playoff nella stagione 2010-2011, sicuramente per aver perso l’opportunità di giocarci la promozione, ma soprattutto perché solo al raggiungimento dell’obiettivo avresti fatto vedere alla squadra la registrazione del tuo gol più bello a Tregnago, triplo tunnel ad altrettanti avversari prima di insaccare la palla in rete, di cui tanto ti pavoneggiavi scherzosamente.

Il secondo di non aver avuto il tempo di pubblicare quell’articolo di “denuncia” nei confronti delle Federazione, che ad oggi non prevede la regolamentazione del deposito dei contratti per gli allenatori non professionisti, che avevamo abbozzato insieme pochi giorni prima che ti ammalassi; le tue parole me le ricordo ancora “non lo faccio per me, lo faccio per gli allenatori giovani e quelli che lo diventeranno in futuro, perché abbiano delle tutele maggiori. Nella vita non bisogna pensare solo ai propri fini personali.”

Frasi che non capivo fino in fondo, ma ora ripensandoci diventano nitide. La tua voglia di combattere contro i mulini a vento rimane un insegnamento per tutti coloro che lo vogliono recepire. A volte bisogna affrontare anche avversari invincibili per raggiungere un risultato apparentemente fuori dalla nostra portata, un risultato che altrimenti sarebbe inavvicinabile.

 

Le mie personali condoglianze assieme a quelle di tutta la redazione sono rivolte alla famiglia Manservigi. I funerali si terranno nella Chiesa di Dossobuono giovedì 25 alle ore 10.30

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