Abbiamo intervistato Fabrizio Croci, presidente dell’Associazione VerdeBlu

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Quando è nata Verde Blu e per quali necessità?
Ufficialmente, l’associazione ambientalista VerdeBlu Italia nasce a Verona il 14-11-2000. I suoi scopi non sono diversi da quelli di altre organizzazioni ambientaliste, ma si differenzia per due aspetti, di grande importanza per i soci fondatori: l’indipendenza politica e la forte connotazione locale. In ambito ambientalista, il nostro paese è tuttora caratterizzato da una forte colorazione politica, più o meno velata, delle maggiori organizzazioni. Non ci stava bene: l’ambiente è di tutti, e tutti devono poter partecipare alla sua tutela, senza strumentalizzazioni politiche. Da ambientalisti, prendevamo ad esempio gli alberi: quando da verdi le foglie diventano rosse, il passo successivo è la caduta, la morte, il ramo resta secco. Non ci siamo sbagliati: l’ambientalismo italiano, da verde che era, si è colorato troppo di rosso e oggi è addirittura fuori dal Parlamento. Noi vogliamo essere alberi “sempreverdi”. Il verde, insieme al blu del cielo e del mare, è il colore che ci caratterizza. Da qui il nome VerdeBlu: i colori più belli del nostro pianeta.

A quale ambito territoriale vi rivolgere?
Siamo una piccola associazione che opera a livello locale, su base provinciale. Non abbiamo mai condiviso la gestione “centralista” delle grandi associazioni ambientaliste, una gestione che convoglia le risorse verso la sede centrale, per utilizzi spesso a volte lontani, magari poco condivisi e soprattutto poco controllabili. Solo a titolo di esempio, chi di noi è mai andato, o andrà mai, al Polo Nord per vedere se e come vengono spesi i soldi per l’orso bianco, o quelli raccolti per salvare le foreste amazzoniche? Certo, progetti importanti, ma lontani: anche da noi non mancano le emergenze di cui occuparsi. VerdeBlu Italia, che ha sede a Varese, svolge solo una funzione legislativa e di controllo nei confronti delle sezioni locali che, ognuna per il proprio ambito provinciale, hanno la massima autonomia decisionale e finanziaria, riuscendo così a realizzare progetti propri, importanti per il territorio e facilmente controllabili dai soci stessi. Ogni sezione provinciale decide autonomamente, nel rispetto dello statuto e dei regolamenti. Ad esempio, la sezione di Verona, per decisione dei propri soci, ha scelto di occuparsi soprattutto di animali selvatici e domestici, con i progetti CRS VerdeBlu e SOS Animali.

Quale è l’importanza di un servizio come ”SOS Animali”?
Fin da quando, nel 2001, abbiamo cominciato ad occuparci della nostra fauna selvatica, abbiamo riscontrato problemi irrisolti legati al recupero e alla gestione di altre categorie di animali, anch’essi rinvenuti sul territorio in stato di difficoltà, abbandonati o fuggiti. Parliamo di animali esotici, domestici, da compagnia, quali conigli, pollame, capre, pavoni, pappagalli, gru esotiche, daini, cincillà, furetti o tartarughe, iguane… o semplicemente piccioni, feriti sulle strade. Tutta una serie di animali di cui troppo spesso, nessuno si occupava, con problemi per l’animale e a volte per la sicurezza pubblica. Le amministrazioni comunali, cui spetta l’onere dell’intervento, si trovano in difficoltà nel farlo. Noi proponiamo loro il servizio SOS Animali: provvediamo al recupero, alle cure sanitarie, al ricovero degli animali presso idonee strutture. Cerchiamo di rintracciare i proprietari, attiviamo programmi di adozione, ci occupiamo della gestione a vita.

Come operate sul territorio?
Gestiamo un centralino, cui ci si può rivolgere per informazioni o per richiedere interventi, e che attiva, quando necessario, un’unità attrezzata per interventi sul territorio (URF). In tempi molto rapidi, compatibilmente con il numero delle chiamate, siamo in grado di intervenire su tutto il territorio provinciale. A livello nazionale, disponiamo di un’apposita unità di pronto intervento (USEF), in grado di intervenire, con uomini e mezzi, nelle zone interessate da emergenze faunistiche di grande rilevanza. Fortunatamente, per ora, non si è reso necessario attivarla.

A chi si rivolgono i vostri servizi?
Come ambientalisti, ci consideriamo al servizio dell’ambiente, della natura; come VerdeBlu, abbiamo una certa predilezione per gli animali. Essi fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato: ciò ci pone, in ultima analisi, al servizio di tutti.
Fra i nostri scopi statutari vi è anche quello di creare occasioni di lavoro, in ambito ambientale, per i soci: uno scopo difficile da conseguire, con i tempi che corrono, ma che proprio per questo di grande importanza.

Come ci si deve comportare quando si vede un animale ferito?
Troppo spesso le persone non sanno cosa fare, chi chiamare. A volte animali in difficoltà vengono lasciati morire sul posto, a volte vengono raccolti e gestiti dai cittadini, con esito spesso altrettanto fatali. Bisogna chiamare chi di competenza, ad esempio i Centri Recupero fauna, come il nostro, per gli animali selvatici. Se non si hanno le idee chiare su chi avvisare, meglio allertare la Polizia locale, che provvederà a smistare la chiamata su chi di competenza, anche in base ad accordi che ogni comune dovrebbe aver preventivamente preso per la gestione di queste emergenze.

Quali sono le maggiori soddisfazioni che avete raccolto in questi anni di attività
Ogni volta che liberiamo un animale guarito per noi è una grande soddisfazione, e in questi anni sono stati veramente tanti, anche grazie all’ottimo lavoro svolto dai veterinari VerdeBlu, una squadra veramente eccezionale. Ma anche molte delusioni. Quello trascorso è stato un anno particolarmente pesante. Abbiamo dovuto fare i conti con un importante incremento delle richieste di interventi, con conseguente aumento dei recuperi e dei soggetti ricoverati e bisognosi di cure. A questi incrementi, cui avremmo dovuto far fronte con maggiori risorse, ha corrisposto invece un notevole calo delle stesse. Abbiamo la soddisfazione di aver continuato a lavorare con l’efficienza di sempre, con determinazione anche maggiore, raggiungendo ottimi risultati. Di certo avremmo potuto far meglio, con maggiori risorse, ma anche con maggiore collaborazione da parte di tutti, in particolare da parte degli enti competenti.

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